#walktorino: le prime immagini

So cosa starete pensando e no, non sono morta 😉 Sommersa dal lavoro, quello sì. Ma bando alle ciance, sono tornata con il primo di una serie di post che lasciano spazio alle vostre fotografie.

In che senso? Beh sono orgogliosa di annunciare che su Instagram, dopo aver scoperto che Torino se la cammini è più bella, è nato l’hashtag di Social Media Torino: #walktorino.

Avete risposto in tanti, qui per il momento solo alcune delle fotografie, scelte in base al mio arbitrario personalissimo gusto 🙂 Seguiranno tanti altri scatti, grazie a tutti quelli che hanno scelto di adottare #walktorino perché li rappresenta. Come sempre, credits agli autori nel titolo della fotografia. Keep rockin!

Turinheart: fotografie dal cuore della città

socialmedia torino turin heartSarà capitato anche a voi di avere un’idea in testa.
E magari di rendervi conto che nel Mondo P.S. – Post Social networks – la rete degli incontri tra persone si è trasformata: ha le maglie più fitte e sembra quasi che le cose accadano un po’ meno casualmente.

Un paio di settimane fa la newsletter del blog stava per raggiungere i 100 followers e io volevo celebrare quel traguardo con qualcosa di speciale.
Così su Facebook ho lasciato trapelare un premio per il/la fortunato/a.
Solo dopo aver contattato il prezioso centesimo iscritto e avergli comunicato l’intenzione di riservargli un’intervista speciale dedicata mi sono resa conto che si trattava di qualcuno che già mi conosceva, virtualmente, proprio grazie alla rete sociale.

Iniziano con un normale smartphone e un progetto: fotografare la città e proporre gli scatti su Instagram.
Poi si appassionano. Comprano una reflex, migliorano le fotografie con l’editing, propongono un hashtag che racchiude in sé il loro nome ma anche lo spirito che anima questa piccola grande avventura: #turinheart.

Ciao Mary e Mirian, come nasce la vostra idea Turinheart?
Mirian: Seguivamo #torinodigitale e ci ha fatto pensare che potessimo anche noi proporre qualcosa di bello, emozionale. Mary attraversava un periodo difficile alle prese con studio e lavoro. Questo progetto tutto nostro è servito a renderci più intraprendenti e proattivi. Oggi Mary è una persona nuova, più ottimista nei confronti del futuro, tanto che ha affrontato recentemente alcuni colloqui interessanti.
Mary: A settembre/ottobre del 2013 siamo sbarcati su Facebook. Per il futuro possiamo dire che siamo nati indipendenti e vogliamo restarlo.

socialmedia torino turin heartQuali sono i traguardi raggiunti finora?
Mary: Al momento siamo contenti: abbiamo superato le 17000 foto con il nostro hashtag #turinheart. Sono risultati di cui sono molto orgogliosa, raggiunti senza budget, con pazienza e passione. Sin da piccola ho amato la fotografia, ho trasferito la passione anche a Mirian.

Avete all’attivo collaborazioni con altre realtà torinesi?
Mirian: Mary organizza eventi così abbiamo pensato di metterci alla prova e il mercatino di Natale del Fluido ce ne ha dato la possibilità: i partecipanti scattavano foto e noi, una volta editate, le ospitavamo sulla nostra fanpage. Oltre a questo promuoviamo workshop di fotografia ed eventi terzi.

Mary e Mirian, descrivetevi con un termine social: #hashtaggati.

Visita a La Stampa: foto e racconto

Sono laureata in Scienze della Comunicazione e, come chiunque abbia studiato in questa facoltà, oltre alla ORIGINALISSIMA battuta Ahaha sì scienza delle merendine, mi sono sentita chiedere Quindi vuoi lavorare alla Stampa? Beh, non ci sono ancora riuscita ma sono felice perché stasera visiterò la redazione, il museo e anche lo stabilimento di stampa.

L’appuntamento è in Via Lugaro 25 dove si comincia con la scoperta della redazione, di cui purtroppo non ho potuto, per ragioni di privacy, scattare foto. Di questa prima parte mi hanno colpito gli spazi: hanno una disposizione circolare che ricorda un po’ la nuova sede prevista per la Apple. La nostra guida ci ha spiegato che questa struttura è studiata per garantire la comunicazione tipica dell’open space ma secondo logiche di redazione: ad esempio gli esteri sono sistemati vicini all’economia, dato che queste news sono spesso influenzate le une dalle altre.

Il Museo è interessante, anche se lo immaginavo più grande. Qui ho scoperto che Mike Bongiorno scriveva per La Stampa e che i primi lettori avevano vita dura a leggerla (se mi seguite su Instagram avete capito di cosa parlo ;-)). Come nello stile contemporaneo, il museo è interattivo: potete, ad esempio, sfogliare numeri storici divisi per tematiche o divertirvi a comporre una prima pagina con titolo di apertura, occhielli, editoriale.

Ultima tappa lo stabilimento, dove La Stampa viene materialmente… stampata 🙂 Cogliendo l’opportunità della visita serale, ho potuto vedere le rotative in funzione: sono state particolarmente interessanti, per la tecnologia che c’è dietro e perché concludono e completano la visita al meglio.

ULTIME NEWS: dal 2014 Anna Masera, ex social media editor di La Stampa, diventerà Responsabile dell’ufficio stampa e comunicazione della Camera dei deputati. Ottimo risultato e congratulazioni a lei: seguirò con interesse il suo nuovo lavoro!

Anche i nerd nel loro piccolo si incazzano

torino blog comicoNormalmente impegnati a trastullarci con tweet embeddabili e notizie di Google Glasses al Museo Egizio, talvolta accade che noi geek/nerd/smanettoni/qualsivoglia un po’ ci incazziamo.
Eh ma non una leggera flebile parolaccia. Parlo proprio di quei momenti in cui ti acchiappa una sana e consapevole voglia di rompere vetrine con armi medievali, bestemmiare come un marinaio francese ubriaco con un braccio rotto e colmare la restante iperattività con cibo e alcolici.
Ecco, uno di questi momenti è capitato proprio oggi.
Così ho fatto un elenco di cose che sento il bisogno di fare quando il Mondo rema contro:

– Lui. Sì, io che normalmente mi vanto della mia indipendenza e decanto il carattere forte ereditato da mia mamma. Io che giro la notte con le mie amiche da sola, non chiedo mai il permesso, vado a cena con i miei amici maschi. Quando ho voglia di azzannare qualcuno, solo Lui riesce a spuntare il canino, con le sue filosoferie, i complimenti, i nomignoli scemi, i massaggi ai piedi. Tranquilli, il peggio deve ancora venire. Leggete gli altri punti 😉

– La musica. Sì ma non quella rock seria, e neanche la metallo. Non i Beatles, gli Oasis o i Subsonica. No, io provo un’irrefrenabile attrazione per quel Soundcloud che custodisce gelosamente il più recondito dei segreti: il reggaeton. Sì lo so non è serio, ma posso dire una cosa? #chissenefotte. Quando sta per partirmi il crOstA voglio Daddy Yankee, e poi voglio Carlos Baute e poi voglio Danza Kuduro. E finito il reggaeton, rapida virata verso la musica leggera italiana: Venditti, Laura Pausini. In alcune fasi, quelle più acute, si arriva a Massimo Ranieri, possibilmente nella variante E adesso andate via, voglio restare sola cantata a squarciagola. #sensacugnisiun

– Conseguente alla felice parentesi delle canzoni strappalacrime c’è solo una cosa. Quella cosa che ogni donna fa quando i clienti sono imbecilli (non è che sembrano, SONO ed è cosa ben peggiore), il pc non funziona, il cellulare si blocca, il pane non lievita perché hai messo troppa acqua e adesso sembra un soufflé informe molliccio. SHOPPING. Scarpe, ombretti, smalti Kiko, collant colorati. E poi libri. Libri come se non ci fosse un domani (e una libreria piena). Ma quali? Salta alla casella successiva!

– Ora voi vi direte vabeh questa si compra i tomazzi sulla vita di Steve Jobs o i saggi di Travaglio. Faccio coming-out: no niente del genere. Io quando sono arrabbiata desidero estraniarmi, abbrutirmi, attaccarmi alle pagine e divorarle una dopo l’altra come dolci: per questo compro LIBRI ROMANTICONI. Storie leggere, non alla Harmony ma nelle quali il profumo di lieto fine si sente dalla prima pagina, la dose di struggimenti di entrambi i sessi è da iperglicemia, e il finale culmina in un climax di matrimoni e figli. Possibilmente tre, biondi e scorrazzanti nella casa dei sogni.

– Al termine di una serata con un’incazzatura mica da ridere, la cosa di cui non potrei fare a meno è scrivere. E siccome Lui dice che quando sono ingrugnita zappo sulla tastiera e vuoi mai che il mio amato computer soffra… ORORE ORORE… scrivo su carta. Io, che i pensieri li snocciolo su questo blog, ho 25 agende sul Drive e 3700 file condivisi sul Dropbox. Io che tzè guarda quello col taccuino. Sì io oggi mi alzo in piedi e con coraggio dico al Mondo: vostr’onore QUESTO POST L’HO SCRITTO SU UN FOGLIO DI CARTA DELLA STAMPANTE.

Le foto della mostra Martini Racing, al Museo dell’Automobile di Torino

Per il suo 150° anniversario, Martini&Rossi ha organizzato, in collaborazione con il Museo dell’Automobile di Torino, una mostra dedicata agli storici successi del Martini Racing Team.

Ecco le foto che ho scattato all’inaugurazione. Grazie al team Martini&Rossi per l’invito 🙂

5 cose da fare a Torino a Novembre

torino novembre 2013E niente, arriva novembre e allegria portaci via 🙂 Per scacciare noia e freid, e sfatare il mito che vuole un mese triste, eccovi una mini-guida utile. Come sempre segnalate altri eventi se vi va 🙂

  • Dal 6 al 10 novembre c’è Paratissima, evento che porta in città un indotto di attività collaterali interessanti. Qui le news sulla fanpage Facebook.
  • Dall’8 al 10 l’alter ego di quanto citato sopra: Artissima, al Lingotto.
  • Per i runners (la mia esperienza in proposito l’ho raccontata qualche tempo fa qui) il 17 c’è la Turin Marathon Gran Premio La Stampa. Si partirà alle 9.30 da Piazza San Carlo e il traguardo sarà posizionato in Piazza Castello. Su Twitter, gli aggiornamenti li trovate su @TurinMarathon, mentre l’hashtag per commenti e foto su Instagram è #turinmarathon13.
  • Dal 22 al 30 gli appassionati di cinema approfitteranno del Torino Film Festival. Scopro dalla fanpage Facebook che sarà il primo diretto da Paolo Virzì, quello di “Caterina va in città” e “Tutta la vita davanti”. Per l’occasione potreste visitarvi il Museo del Cinema dentro la Mole.
  • Dal 22 al 1 dicembre vi addolcite con CioccolaTò, la kermesse dedicata a quel cibo divino che… mmm passo e chiudo, devo andare a gustarmi il fondente…

Le Ricette Imperfette – Polpette di pane fritte, con prosciutto e formaggi

ricette food torino

Ciao, mi chiamo Mara e NON sono una foodblogger.
Sapete, di quelle che cucinano piatti sorprendenti, bellissimi, con tanto di foto che fanno venire l’acquolina in bocca solo a vederle. Tortino di cioccolato con coulisse di lampone, parmigiana rivisitata, praline ricoperte, antipasto con avocado. Ecco, io no. Io sperimento tartufi di ricotta e cacao, e se provo a fotografare il risultato sembra un problema di digestione in forma sferica irregolare. Provo a fare la pasta in casa e sti tajarin sembrano il cibo preferito di Bear Grylls. Preso atto di qualche piccola sbavatura ancora da mettere a punto, ho deciso di cominciare una serie di post-ricette per migliorare insieme a voi.
Dedicati a chi come me vive da solo, deve far quadrare i conti e magari vuole scoprire l’ebbrezza di aprire il frigo senza ritrovarne metà in decomposizione. Dedicati a chi come me non è un esperto cuoco ma ama mangiare. Insomma dedicati a chi non è perfetto. Eccovi servite Le Ricette Imperfette 🙂

Polpette di pane fritte, con prosciutto e formaggi.

ricetta torinoFrase tipica: E adesso che me ne faccio di questo pane avanzato?

Prendete il pane raffermo e tagliatelo in piccoli pezzi. Una volta fatto questo, dovete sistemarlo in una ciotola e farlo ammollare in acqua o latte. Nel frattempo preparate il pangrattato (servirà per impanare le polpette). Avete anche il tempo di rispondere a un paio di email se volete.
Una volta che il pane si sarà ammollato, strizzatelo bene e riponetelo in una ciotola pulita. Unitelo poi a 1 uovo, parmigiano grattugiato, sale quanto basta, prosciutto cotto tagliato a dadini, formaggio tagliato a cubetti, o qualsiasi altro ingrediente che vi piaccia.
Impastati insieme questi ingredienti, formate delle polpette e passatele nel pangrattato. Ora friggete le polpette in olio e… fatto!
Da instagrammare agli amici e consumare calde.

Risultato finale: Buonissime!

Variante ghiotta: abbinate le polpette al sugo di pomodoro.

Kissotto: un bacio che vale di più

kissotto meyer firenzeCi sono momenti in cui ho paura. Paura che succeda qualcosa alle persone a cui voglio più bene, paura che ciò che ho conquistato con fatica possa per qualche stupida piccolissima ragione crollare come un castello di carte.
Quando ho ricevuto l’invito a diventare ambasciatrice della raccolta fondi Kissotto ho pensato che in fondo con le mie parole non avrei potuto fare molto da qui, da Torino, che non sapevo cosa fosse la vera sofferenza perché sono una persona fortunata, che magari ai miei lettori neanche interessasse leggere questa notizia.
Poi mi sono ricordata della sensazione di paura, di sgomento: ciascuno di noi l’ha provata nella vita. E ho pensato a come deve sentirsi solo, triste, scoraggiato, ma anche dubbioso, preoccupato, cupo un bimbo affetto dal cancro, in una stanza d’ospedale.
Chi ha la salute dalla propria parte ha il dovere di spendersi, deve sentire l’esigenza di pronunciarsi in favore di chi questo privilegio non ce l’ha. Perciò eccomi qui: vi spiego in breve in cosa consiste l’iniziativa di cui sono fiera ambasciatrice 🙂

Per tutto il mese di ottobre donando su www.kissotto.it la foto di un vostro bacio “virtuale” contribuirete alla raccolta fondi pensata in favore dell’associazione Noi per Voi per il Meyer Onlus. Questa organizzazione supporta la ricerca scientifica e la cura per i bambini affetti da leucemie e tumori, che si trovano attualmente in degenza all’ospedale toscano Meyer. Ogni partecipante dovrà donare almeno 1 € e condividere il proprio bacio attraverso i social network: le foto più votate potranno vincere uno dei premi messi in palio per l’evento.
Non amo i fronzoli perciò andiamo al sodo: costa l’equivalente di un caffè, una rivista, un pacchetto di cicles. Riuscireste a rinunciare a una di queste 3 cose, solo per oggi? Riuscireste a donare quella moneta da 1 euro a chi sta davvero (davvero) peggio?
Senza fare troppo clamore, senza fretta, con il sorriso. Io dico che potete farlo, anzi lo so 🙂

L’iniziativa è social e ben fatta: su Twitter e Instagram gli hashtag sono #kissotto #unbaciolungounmese #noipervoi, mentre su Facebook la pagina è questa qui.

Alla Reggia di Venaria per gli Mtv Digital Days

Potrei dirvi che mi sono scatenata come una ragazzina. Potrei dirvi che ad un certo punto la vena tamarra pulsava tanto da causarmi nostalgia di Gigi D’Agostino. Potrei dirvi quanto la situazione risultasse strana e dissacrante nel contesto elegante della Reggia di Venaria.

Potrei. Ma lascerò spazio alle immagini che sanno spiegare benissimo da sè.

Le mie foto del Traffic Torino Free Festival 2013

Ci sono luoghi che sembrano risvegliarti d’improvviso dai tuoi pensieri, bussando piano e sussurrando Ehi ricordati che sei a Torino. Quando li vedi ti rendi conto che non potresti essere altrove, non solo per il loro essere fabbrica ma anche per quel ruvido ambiente grezzo, per l’anima cortesemente scura. Per me le OGR (Officine Grandi Riparazioni) sono uno di quei luoghi. Ecco i miei scatti dal Traffic Festival. Ne trovate altri su Instagram.