Racconto di Torino su Pinterest e Instagram

Narrare. Raccontare. Per anni ti leggono storie di cappucci e draghi nel lettuccio caldo, poi cresci e ti rispondono che no, non hai più l’età. Ebbene, è tornata (e meno male) la voglia di raccontare un brand o una realtà attraverso le immagini e la narrazione scritta. Si chiama storytelling. E am pias tant.

Un marchio o un tema in fondo sono un pò come organismi viventi, con delle personali storie in costante evoluzione. Nascono, si inciampano nei primi gradini, si rialzano, si sviluppano. Da piccola realtà a grande marchio consolidato, da piccola città a grande capitale, tutto ciò che ci circonda è frutto di crescita biografica, di respiri, di gesti piccoli che poi segnano momenti grandi che poi diventano cambiamento. E chiamatelo diario o livetweet, chiamatelo video emozionale o photo sociality, la frontiera dello storytelling si ibrida con i social network.

Quindi ecco l’esperimento: provo a raccontarvi le tante facce di Torino usando immagini tratte da Pinterest e Instagram. Le fotografie che vedete qui non sono state scattate da me: puntando il mouse su ciascuna immagine trovate la fonte. Le ho scelte secondo gusto personale, ma se ne avete scattate altre inviatemele a socialmediatorino@gmail.com e dedicherò altri post al materiale ricevuto.

Spero possiate riconoscervi, come me, in queste foto. Spero possano raccontarvi una storia.

To.Lab Torino: come ti personalizzo e ti coloro

to lab design torinoNegli ultimi tempi la città è sommersa da mondi di convenienza e sconti svedesi. Un giorno come al solito sto facendo i miei tour esplorativi su Facebook e mi imbatto in questa pagina: To.Lab Design Store. Vedo lampade colorate e poltrone originali, però poi penso che saranno le solite cose che la mia mente da saltimbanco non riesce a capire davvero, e parlo delle peculiarità nascoste degli oggetti di design. Tipo quando entri in un negozio di settore, accanto a te ci sono fior fiore di illustri esperti che decantano le qualità di strumenti ergonomici e minimalisti e tu riesci solo a pensare ma da che parte si gira questo coso? Ma dicevamo, càpito su questa pagina con la curiosità di un pasticcere di fronte a una zuppa di topinambur in agrodolce e c’è una sola cosa che mi fa venir voglia di andare a curiosare negli album di fotografie: il colore.

Ho un rapporto strano con i colori. È qualcosa che va al di là del fanciullesco entusiasmo per le peggio arlecchinate. Vi è mai capitato di paragonare le persone a colori? O di vestirvi secondo l’umore del giorno? Ecco, io ci descrivo le situazioni. Chi mi conosce mi ha certamente sentito dire frasi come no quel locale mi sa di azzurro pallido, che tristezza oppure una volta sono andata in quella città là e sapeva così tanto di fucsia, che energia. Rapita dal colore, convoco l’Amico e vado a vedere di persona il temporary store To.Lab in Via Carlo Alberto 18. Se non siete in zona, c’è un altro store in Piazza Madama Cristina 2bis.

design torino tolab

Il negozio è piuttosto piccolo e dominato da due articoli principali: gli orologi O Clock e le borse O Bag, di Fullspot.
Ci ritrovo il colore che avevo visto su Facebook, con in più una particolarità gradita: tutto è componibile. La filosofia è quella di stimolare al massimo la personalizzazione e la creatività, ma anche consentire ai clienti di avere un oggetto unico senza spendere un occhio. Insomma, design a portata di normostipendiato.
Anziché comprare una borsa, acquistate la scocca (vogliamo parlare di questo termine ingegneristico? fantastico!) e poi a parte avete un intero scaffale di buste interne, manici e bordi esterni tra i quali scegliere, di vari colori e tessuti. Esempi di design semplice, funzionale, comprensibile e giovane.

Cosa mi metto oggi?
Uhm non so, magari la giacca rossa. Ho anche i manici della borsa in tinta!

Anche per gli orologi si applica la stessa logica della componibilità.
Scegli la base del colore che preferisci, tra un bellissimo arcobaleno di nuances, e poi hai tante tonalità di quadranti da abbinare. I prezzi sono fattibili: un orologio completo (base più quadrante) costa 24 €.

Come scrive Alice Rawsthorn su Wired di questo mese, il design non è una panacea per tutti i problemi ma è uno degli strumenti più potenti a nostra disposizione per risolverli. Perciò benvenuta componibilità e viva To.Lab, design store a prova di imbranato (e di squattrinato).

Review: Fernando Wine Dinner

socialmedia torino food dinnerCome dite? Avevo promesso che avrei smesso de magnà?
Mettiamola così, avete conosciuto un altro lato della mia personalità: la golosità 🙂 Sono una di quelle che non si tira indietro di fronte a piatti inediti generalmente classificati come “uhm, roba strana”. Sono una di quelle che non sa resistere a inviti ghiotti.
Se poi li ricevo comodamente su Facebook allora ciao, mi avete conquistata.
Per esempio, un paio di settimane fa ho ricevuto su Facebook l’invito alla cena Fernando Wine Dinner, promossa da winexplorer.it.

Funziona così: vengono selezionati 8 vini e poi diversi foodblogger e/o chef vengono chiamati (contrariamente a quanto accade di solito) a realizzare un piatto in abbinamento al vino. La serata prende il nome da Fernando Wine, simpatico e panciuto oste virtuale ideato da Winexplorer per consigliare gli utenti del sito attraverso una chat live.

Social Media Torino ha partecipato alla Fernando Wine Dinner del 28 Febbraio 2013, che ha visto protagonisti il pesce e il ristorante Bontà d’aMare, in Via San Francesco da Paola 46/b. Abbiamo speso 34 € a testa, io e Lui, grazie alla possibilità di risparmiare acquistando la cena sul sito di Winexplorer (ottima cosa). Hanno cucinato per noi lo chef di Bontà d’aMare e le blogger Chiara e Alice di Les Tantes Gourmandes, Ambra di Il Gatto Ghiotto, Margherita di A Casa Mia e Silvia di Cucina Papera.

Ormai avrete già imparato a seguire il nostro live su Instagram e su Twitter, ma se per caso ve lo foste perso, ecco un collage di foto.

La tartelletta di polenta con burrata, pomodoro bruschetta e sgombro marinato, cucinata dallo chef di Bontà d’aMare, ci è piaciuta molto per l’originale presentazione in una scatola di sardine. Anche il filetto di pagello in salsa Sichuan di Ambra Orazi, rossa rossissima blogger di Il Gatto Ghiotto, l’abbiamo divorato in un secondo: con lei abbiamo fatto un viaggio gastronomico tra il Veneto e l’Oriente. Super super plus ai dolci. Lo chef ha cucinato il Dessert in Trasparenza (ricchissimo, da leccarsi i baffi!) mentre Chiara Faggiano e Alice Neirotti alias Les Tantes Gourmandes hanno preparato la Pomme Gourmande, uno strudel di mele e uvetta, ricoperto da succo gelificato rosso e presentato in forma di mela con una pipetta contenente olio da abbinare al dolce (per la cronaca sì, l’abbiamo pensato che era una stranezza eppure sì, si è rivelato un abbinamento riuscito).

socialmedia torino food review dinner wineAlice e Chiara sono una strana coppia: una anestesista appassionata di food e l’altra cuoca, dimostrano che nel food c’è di più. Che è un argomento trasversale nella vita di ognuno di noi e può ibridare con successo professioni apparentemente inconciliabili tra loro. In questa Fernando Wine Dinner ho trovato con gioia tanti elementi ben mescolati tra loro: l’atmosfera conviviale, la narrazione di un piatto, il racconto di com’è stato cucinato, il sorriso orgoglioso di chi propone innovazione a tavola, la voglia di competenti donne sommeiller di trasportarti per un attimo nel magico mondo del vino.

Winexplorer è un’enoteca online che ha sede a Torino. Non ho ancora acquistato i loro prodotti per ora, ma da questa FWD ho percepito una gestione capace e appassionata, che ha costruito attorno ai vini esperienze enogastronomiche complete.
Ben gestito l’evento su Facebook: Fernando ha dato spazio a ciascuna blogger e al ristorante, con anticipazioni gustose in vista della serata vera e propria.
Come sapete non amo le degustazioni fighette, quelle che a piatti dalla descrizione complicata corrisponde cibo dalle quantità ridotte. Anche in questo caso posso dire che il rischio è stato scongiurato: abbiamo mangiato tanto e bene, e bevuto tanto e bene. Alla salute con Fernando! 🙂

C’è anche Torino alla Social Media Week 2013

social media week blog

È cominciata ieri a Milano la nuova edizione della Social Media Week targata Italia, e noi non potevamo mancare.

Eccovi serviti i torinesi che esporteranno un pò di sana e robusta nerdezza sabauda. Li conoscete? Li followate?

La rassegna si chiude venerdì 22, con “Social Media: 5 trend per il 2013”, che vedrà protagonisti, tra gli altri, Adele Savarese di Ninja Marketing,  Alex Giordano di Ninja Marketing e Viral Beat, e Gaia Berruto di Wired. Modera Gianluca Neri di Macchianera.

Per seguire passo passo l’evento, oltre a Twitter vi consiglio Pinterest: Sebastian aka Beaver ha pubblicato un’interessante infografica.

A Settembre 2013 sono previsti altri appuntamenti legati alle Social Media Week nel Mondo: speriamo che Torino, come lo scorso anno, torni protagonista. Sarà che sò de parte, ma vedo intorno a me tante realtà che devono ancora essere raccontate. Nel frattempo, seguite gli aggiornamenti nostrani sulla pagina Facebook della SMW Torino.

Review: offerta Facebook – iFood 360 a Torino

ImmagineLa prima cosa che dovete sapere di iFood 360 Culinary Experience, una gastronomia unica nel suo genere in Via San Domenico 4/C, è questa: il proprietario, Luca Loris Barbiero, è un tipo strano.
Uno di quelli che mettono la qualità prima del prezzo, che hanno imparato a cucinare da autodidatti. Uno di quelli che l’importante non è averlo grande (il locale, con solo una ventina di posti a sedere) ma farlo bene (il cibo da proporre ai clienti).
La seconda cosa che dovete sapere di iFood 360 è questa: lo chef è anche un pò scienziato.
Per il suo locale, Luca seleziona gli elementi migliori e li mescola usando le più disparate tecniche di preparazione, cottura e impiattamento, per creare risultati inediti.
Dalla sua cucina escono piatti dai nomi strani e invitanti: macedonia virtuale, perla di formaggio Brin d’affinois fondente affumicato a freddo
con scaglie di miele di castagno solido, petto d’anatra cotto nel burro di cacao.

Giorni fa facevo un pò di ricerche su Facebook e mi sono imbattuta nell’offerta “iFood Love Box – Una cena afrodisiaca take away per 2 a 30 €”.
Il nome era tutto un programma e il menu di quelli che ti fan pensare andiamo a vedere cosa si è inventato questa volta.
Così ho preso al volo l’offerta e sabato mi sono gustata la mia box di prelibatezze, rigorosamente in compagnia della mia dolce metà come occasione richiedeva.
Come sempre, chi mi segue su Facebook, Twitter e Instagram ha scoperto i piatti live insieme a me.

Per chi è mancato all’appuntamento, ho mangiato:

  • Cruda Coalvi con zenzero, cocco e lime
  • Parmigiana 2.0 (l’ho già scritto che iFood è un locale sui generis vero?)
  • Riso venere integrale con asparagi e salampatata su vellutata di topinambur
  • Gamberi hot al frutto della passione
  • Molecolar daiquiri alla fragola con crema afrodisiaca alla cannella (da spalmare eventualmente sul corpo del partner, per un finale da VM 18)

2013-02-09 22.00.47Allora, partiamo da un dato di fatto: sono onnivora, mangio di tutto e di più, e con i gusti meno tradizionali ci vado a nozze.
Detto questo, potete già capire che a me aifudd am pias da mat.
Riso venere molto particolare e croccante, carne cruda fresca con ingredienti ben amalgamati tra loro, parmigiana 2.0 in grado di convincere anche il fidanzato più classicista.
I gamberi mi hanno permesso di assaggiare per la prima volta il frutto della passione: not bad.
Super super plus per il dolce: daiquiri squisito servito in forma di gelatina con accompagnamento di fragole fresche e crema di cannella dal sapore deciso.
Quando ceni in un ristorante che si propone come creativo, l’aspettativa solitamente è occhei piatti bellissimi, porzioni piccolissime, prezzi altissimi e a fine cena macdonaldissimo che c’ho fame. Luca ha deciso di ribaltare questa equazione e ha coniato il termine “alta cucina di strada”: senza rinunciare a soluzioni creative, iFood 360 propone prezzi accessibili e porzioni adeguate.
Per la cronaca, a fine serata non siamo andati a mangiare dal Mac. E non confesserò mai se la crema alla cannella l’ho spalmata sul fidanzato oppure no 🙂

Review: evento “Polentata” di Gnammo

2013-02-03 20.20.42Ieri sera, come anticipato su Facebook, Social Media Torino è andato per la prima volta on the road, allo Zelli Wine Bar di Corso Vittorio 35 a Torino, per testare con mano il funzionamento del sito Gnammo.

Ne avevo già scritto qui, ma sono come San Tommaso e nulla può convincermi meglio di una prova pratica.

Come già sapete, il sito Gnammo consente agli iscritti di cucinare e tenere eventi in casa propria o in una location, oppure di partecipare agli eventi e mangiare il menu proposto. Io sono andata sul sito gnammo.com, nella sezione Eventi, e ho scelto di andare alla Polentata di ieri sera, Domenica 3 Febbraio, in orario di aperitivo.

Subito dopo la prenotazione mi è arrivata un’email, nella quale si confermava l’invio della mia richiesta di partecipazione al cuoco, Matteo Miscioscia. Una volta che il cuoco conferma la prenotazione, o se l’evento ha raggiunto un numero minimo di partecipanti richiesto, viene spedita una seconda email, che specifica indirizzo, orario e menu prenotato.
Si paga online e trovo azzeccato che, per assicurare trasparenza, il denaro venga addebitato solo il giorno successivo all’evento. Questo tutela da eventuali disdette del cuoco o da problemi con il locale ospitante: se il cuoco annulla l’evento meno di 24 ore prima dello svolgimento, la transazione viene annullata e l’utente riceve un bonus sconto del 50% per la successiva prenotazione sul sito.

Il giorno dell’evento Gnammo spedisce un reminder, che ricapitola il dove e il quando agli inguaribili smemorati.
Prima di presentarsi all’evento basterà stampare la ricevuta, da consegnare una volta arrivati al cuoco o, come nel mio caso, ai proprietari del locale.
Pur essendo ben 4 per un singolo evento, le comunicazioni email meritano un apprezzamento: informali (Ciao! Tutto bene? Vogliamo ringraziarti di cuore oppure Yeah, la tua prenotazione è stata accettata!), divertenti (Stay hungry!), coerenti (Ora devi solo tenere l’acquolina in bocca sotto controllo e attendere la conferma di accettazione).

IMG-20130203-WA0002-1Se ieri sera mi avete seguita su Twitter e Instagram sapete già cosa ho mangiato di buono.
Il menu, per un costo di 13 €, prevedeva: buffet al banco, piatto di polenta taragna con gorgofusion (crema di cardi e gorgonzola) e ragù di salsiccia di suino. Dulcis in fundo, tiramisù. Bevanda compresa (ragazzi, quanto amo il Traminer).
A proposito del cibo, due piccoli appunti ma propi perchè suma dificil: la polenta era costretta in un piatto un pò piccolo, da aperitivo più che da portata, e il tiramisù, descritto nel menu come “hot”, non era nè caldo nè piccante: ci resta il dubbio su cosa intendesse il cuoco 😉
Complimenti in ogni caso all’efficienza del sito e alla gentilezza di Matteo, che a fine serata ha concesso a me novella Gnammer un saluto e una foto.