C’è un aforisma che amo moltissimo: “Il tango è l’espressione verticale di un desiderio orizzontale”. Queste poche parole, così passionali e vere, mi sono tornate in mente proprio poco tempo fa, imbattendomi in un interessante fenomeno.
Certo, l’amore dei sabaudi per il tango è pur sempre declinato in versione locale, e le note della fisarmonica non sembrano scorrere a fiume per le strade come potrebbe più verosimilmente succedere in Argentina, eppure qualcosa è scoccato.
Nei circoli come l’Aldobaraldo si tengono “tangoaperitivi” e si possono ascoltare musicisti sudamericani live. Oppure si taglia la testa al toro e ci si iscrive in un posto chiamato addirittura Ateneo del Tango. O ancora si partecipa a gruppi Facebook come questo qui o questo qua.
A prima vista non sembra una moda passeggera né lo specchio del noioso stereotipo “il tango è roba da single di mezza età”.
Voi che ne dite?