5 idee regalo zerowaste facilmente reperibili a Torino

Di recente ho avuto una bella sfilza di compleanni e ricorrenze, eventi che purtroppo – per pigrizia o mancanza di fantasia – in passato mi hanno spinto ad optare per oggetti plasticosi e poco utili.

Ora, dato che sto sempre più scegliendo opzioni prive di plastica e lesswaste in tutti gli aspetti della mia vita, ho pensato di condividere con voi qualche idea regalo zerowaste, reperibile anche a Torino e per le persone più disparate: dal nerd all’ambientalista, dal genitore sull’orlo di una crisi di nervi all’inguaribile romanticona che legge 50 libri l’anno.

Treedom: agli amanti della natura, grazie a questo portale, è possibile donare uno o più alberi di cacao, ciliegio, banano e molti altri tipi. I costi sono contenuti, si aiutano le comunità locali nelle quali gli alberi verranno piantati e c’è anche la possibilità di inviare un messaggio allegato, via email o WhatsApp.

Audibile: presto detto, qui si parla di audiolibri, podcast o serie tv, e si possono anche ascoltare offline. Dedicato a chi ama leggere ma non ha mai tempo, o a chi passa molto tempo in bus/treno/areo per lavoro.

Biglietti per mostre, musei o concerti/Abbonamento Musei: amici, genitori, parenti, con figli o senza figli, la Cultura fa contenti tutti con i tanti concerti e musei a Torino. Un esempio? Ho sperimentato una mattinata di gita al Museo Del Cinema con mia figlia Aurora: acquisto biglietti comodo online, zero code, ci siamo davvero divertite ed è perfetto per i bimbi perché possono toccare e provare praticamente tutto.

Buono spesa Negozio Leggero: roccaforte della spesa alla spina a Torino, è un franchising tutto sabaudo dove si possono trovare cibo, vino, olio, spezie, the, sapone, pasta, biscotti, coppette mestruali, accessori plastic free per la casa e la cucina, trucchi, caramelle e molto altro ancora. Perfetto per l’amico che si sta avvicinando a questo nuovo stile di vita e vuole provare qualcosa, oppure per il coinquilino vegano/vegetariano che adora i legumi. Alla mamma che ha bisogno di un semplice caffè con un’amica o di una bella colazione senza pensieri, basterà offrire l’opzione Locanda Leggera.

Recensione ristoranti: Vin Bistrot

Ci hai fatto caso?

Nella vita le migliori scoperte capitano spesso per caso, in un “pigro martedì pomeriggio” – come recita la famosa poesia – e in un posto inaspettato dove normalmente non saresti mai passata.

Così, mercoledì scorso sono finalmente riuscita a chiudere il cerchio su una bella scoperta recente: il Vin Bistrot, piccolo ristorante a Moncalieri (Via Montebello 4, zona Mercato del Bestiame per intenderci) dove la rinnovata (saggia) gestione ha saputo nell’ultimo anno ripartire con creatività e ricerca sulla materia prima.

I risultati sono tutti da leccarsi i baffi, giusto ponte prelibato fra tradizione e innovazione: i Ravioli del Plin alle tre carni brasate al profumo di campagna e gli Agnolotti ripieni di crostacei con sugo di datterini scottati fanno da apertura ideale alla Tagliata di femmina di fassone e alla Rustichella di pollo aromatizzata al curry di jaipur. Per concludere, un ottimo Profiterol rivisitato in chiave meno scontata, con il cioccolato fondente abbinato al pistacchio. Vini dal Mondo, tutti da provare: dal Piemonte alla Campania, dalla Spagna alla Francia al Sud Africa, fino ad arrivare alla California.

Per i curiosi, il team di chef del Vin Bistrot sta studiando un certo Fritto non fritto che sono sicura piacerà anche ai bambini 😉 E se volete provare i piatti del menu (esclusivamente a cena nei giorni di martedì, mercoledì, giovedì e venerdì – e su prenotazione) segnalate il codice BLOGSOCIALMEDIATORINO: riceverete lo sconto del 20% sul totale conto! Questa promozione è valida fino al 20/06/2019.

Recensione ristoranti: Villa Crespi – Cannavacciuolo

cannavacciuoloParliamoci chiaro, Antonino Cannavacciuolo va di moda. Da Masterchef Italia in poi, quel suo essere un po’ Cracco e un po’ Chef Rubio ha esaltato stormi di pollastre di tutte le età ed estrazioni, e la situazione è destinata a decollare ora che il buon @antoninochef ha debuttato anche sotto la Mole con il suo Bistrot. Ma facciamo un passo indietro, precisamente in un caldissimo venerdì di Giugno quando con il mio compagno sono arrivata a Villa Crespi per festeggiare alla grande il nostro anniversario di fidanzamento.

In piemontese esiste un detto: “togliersi la natta”. Si dice di un acquisto impulsivo o di uno sfizio costoso, un “tappo che si stappa” e lascia il desiderio libero di uscire. Ebbene, un pranzetto a Villa Crespi ha il suo perché sia in termini di costo che di esperienza in sé, a partire dalla galanteria d’altri tempi nell’accoglienza. Disponibile un menu alla carta (mi hanno colpito le numerose ricette con il quinto quarto come protagonista: rognone, testa e coda di manzo) e due degustazioni (Carpe Diem e Itinerario da Sud a Nord Italia): a fare da fil rouge un connubio tra napoletanità dello chef e tradizione del territorio piemontese.

Coloratissimo il Buon Viaggio di Antonino Cannavacciuolo, originale il caviale di aceto nell’insalata di polpo con verdure cotte all’olio e menzione d’onore ai dolci: un buffet di piccoli capolavori d’arte e di gusto, arricchiti da un babà che finalmente non sgocciola rum in mano e sfogliatelle croccanti come il paradiso! Da buona sabauda ho abbinato una degustazione di formaggi – lo Stilton inglese e persino un Parmigiano stagionato 90 mesi – ma se siete amanti dei vini potete richiedere l’alternativa che prevede un calice differente ad ogni portata. Per il resto, nulla da eccepire: luci soffuse, camerieri gentilissimi, ambientazione raffinatissima (una folle villa moresca con tanto di minareto, voluta dall’imprenditore tessile Crespi come regalo alla moglie Pia) insomma tutto l’-issimo che serve nelle grandi occasioni.

Come dite? Se ho visto lo Chef? Certo signore e signori. Addios! 😉

6 cose da fare a Torino – Aprile 2016

pexels-photo-largeAprile dolce dormire? Ma anche no dai, ché di cose da fare ce ne sono. Eccole qui 😉

  • 15-17: ManualMente, rassegna dedicata alla manualità creativa
  • 15-17: FoodHackaton, dal campo alla tavola – all’I3P, Incubatore di Imprese Innovative di Torino
  • 2413° Instameet (meeting Instagram) e appuntamento ai giardini di Palazzo Reale per celebrare anche in Piemonte. Gli hashtag abbondano, ovviamente: #ig_piemonte #palazzoreale #wwim13 #wwim13piemonte #ig_italia #igworldclub #lifeonearthwwim13

Postate le foto su Instagram e non dimenticate di taggare @socialmediatorino!

Natale è cantare: Sunshine Gospel Choir al Teatro Concordia

Domenica 13 Dicembre splendida serata al Teatro Concordia di Venaria e – rullo di tamburi – una prima volta molto speciale per me: gospel, live, in teatro!
Protagonisti le preziose voci del Sunshine Gospel Choir – il più rappresentativo coro di musica gospel in Italia nonché vincitore del Gospel Jubilee Award – e i grandi successi natalizi classici (Bing Crosby, Carol of The Bells, insomma se volete entrare nel mood dovete ascoltare questo), in un’atmosfera delicata e calda come una tazza di tè in una domenica di nebbia.

Certo ad un primo impatto si pensa a Sister Act o ai musical di Broadway, dove tutto sembra così facile, ma nella realtà com’è prendere 60 voci (maschili e femminili) e farle sbocciare in una sola?
Servono almeno 3 anni per rendere davvero unito e forte il gruppo – racconta Alex Negro, direttore del Sunshine Gospel Choir. Negro è decisamente l’iniettore di energia, l’anima capace di cantare non solo con la voce ma letteralmente con tutto il corpo.

Non c’è spazio per prime donne: puoi avere un pezzo da solista ma ritorni sempre a cantare insieme agli altri. Il gospel è questo, in fondo: persone che stanno insieme per passione e che riescono ad elevare la propria voce in un’unica bellissima preghiera verso il cielo.

Su Facebook trovate il #SGC qui.

Turista a casa mia: itinerario di Torino in centro città

Secondo itinerario, composto dalle vostre foto Instagram rigorosamente #walktorino.

Autori segnalati per ciascuna immagine.

Buon divertimento! 😉

Turista a casa mia: fotoitinerario di Torino sul fiume Po

#walktorino è soprattutto, come dice la parola stessa, una passeggiata alla scoperta della città.
Così ho pensato e se ci portassimo tutti, torinesi e non, a fare un giro?

Oggi cominciamo a scoprire la Torino scelta da noi (voi) su Instagram.
Come sempre, gli autori delle foto sono segnalati per ciascuna di esse 😉

Recensione colouring books (libri da colorare per adulti): cosa sono e a cosa servono.

colouring books mandalaSe vi dico che va di moda colorare quale potrebbe essere la vostra risposta?

Prima di pronunciare un cinico tu pensa, hanno inventato l’acqua calda, sappiate che non sono impazzita e che, anzi, da diversi mesi online se ne parla molto: secondo questo trend, da adulti colorare disegni chiamati mandala aiuta a rilassare, limita lo stress, scatena la creatività, incanala con gentilezza la concentrazione.
A prima vista sembra una cavolata, l’ennesima idea da markettaro per vendere libri da bambini agli adulti (facendoli pagare il triplo). Per questo, nel dubbio, ho sperimentato e adesso ve ne parlo.

Se date un’occhiata su Amazon vi renderete conto che i coloring books – altrimenti detti albun da colorare dalla mia nonna Giulia che me li comprava in edicola quando avevo 5 anni – hanno un costo, e non parliamo di un paio di euro. Quindi, scarico qualche mandala da vari siti e mentre lancio la stampa mi dedico alla ricerca sul loro significato.
Pare che questi disegni non vengano proposti a caso nei coloring books: tutti di forma circolare, hanno all’interno elementi legati alla natura e disposti a raggio. Potevano farci colorare Topolino – direte voi – non sarebbe stata la stessa cosa? Pare di no. Il mandala ha un senso preciso, che risale a tempi antichissimi: secondo i buddhisti raffigura il processo mediante il quale il cosmo si è formato dal suo centro, mentre in India è una danza.

E adesso eccoci qui, dopo una giornata di lavoro. Sono le 18 e io coloro. Verde.
Alle 18.15 ho colorato un foglio e ricordo perfettamente quello che ho mangiato a pranzo, il che se vogliamo è un risultato positivo. Viola.
Alle 18.30 sono al secondo disegno e mi sono dimenticata perché sto colorando. Purtroppo, però, mi sono ricordata benissimo delle 47 cose che avrei dovuto fare oggi e non ho fatto, va beh. Non importa, passiamo al terzo disegno.
C’è una tempistica per colorare, come nelle lezioni di yoga in palestra? Quanti disegni devo finire? Non lo so. Andiamo avanti: rosso.
Ore 18.50, ho capito: l’arousal!

Con questo termine si intende una condizione di basso livello di vigilanza della mente, che regala uno stato di attenzione diffusa. Secondo numerosi studi questa condizione è la migliore per concentrarsi, stimolare l’insorgenza di idee, insomma creare.
Quindi è questo il punto: colorando, la mente entra il stato di arousal, viene lasciata vagare ma mantenuta vigile e concentrata grazie ai limiti imposti (margini da rispettare e colori da scegliere). Ed ecco che si entra in contatto con elementi legati al ricordo di breve termine e poi di medio e lungo, insomma depositi della memoria che non spolveravamo da un po’. Sono questi a favorire la creatività, insieme alla ripetitività del gesto stesso, che aiuta a concentrarsi.

Colorare uguale spolverare i ricordi, sì forse è questa la risposta.

P.S. Vi metto su Instagram il risultato finito del disegno di cui sopra 😉

Viaggi – Impressioni e scoperte dal Giappone

viaggi giappone recensioniCaspita di giapponesi, mi mancano.
Due settimane di Sol Levante mi hanno insegnato alcune cose di questo universo a sé, questa sorta di bolla così strana per chi viene da Occidente.

Il Giappone è quel Paese dove porti l’uniforme ben oltre gli anni della scuola e leggi i manga ben oltre gli anni del liceo.
Il Giappone è quel Paese che ti fa riconsiderare il tuo concetto di formalità non appena vedi un capostazione fare l’inchino ai passeggeri del treno, prima di uscire dalla carrozza.

Il Giappone è quel Paese dove abbondano i ristoranti stellati, perché nessuno più di questo popolo sa quanto mangiare sia un atto estetico prima che enogastronomico.
Il Giappone è quel Paese dove ordine, silenzio e armonia sono un millenario antidoto contro lo stress prima ancora che i fondamenti di una religione, anzi due.

Il Giappone è quel Paese dove si invecchia alla grande perché non si mangiano pane, pasta, carni rosse o cioccolato, e non ci sono parcheggi per le auto quindi si va in bicicletta. Con buona pace dell’Occidente, ancora convinto che basti ingozzarsi di bacche di goji.
Il Giappone è quel Paese in cui le mamme portano i bambini a scuola in bicicletta. Sì, anche se i piccoli sono due. Sì, anche se piove. Con buona pace delle madri occidentali che fanno un isolato in SUV.

Il Giappone è quel Paese in cui ti chiedi come mai la natura sia così splendente e rigogliosa. Poi ti rendi conto che piove un giorno sì e l’altro anche, e ti dai la risposta.
Il Giappone è quel Paese dove una ragazza può uscire di casa vestita da manga o da orsetto rosa con pigiama munito di orecchie senza essere considerata pazza. Poi rileggi la prima frase di questo elenco e ti dai la risposta.
Il Giappone è quel Paese dove anziché cani e gatti amano carpe e daini. E a questo non hai una risposta.

viaggi travel giapponeIl Giappone è quel Paese in cui si tira lo sciacquone coprendo con la mano una fotocellula ma non si riesce a tagliare la carne perché non c’è il coltello.
Il Giappone è quel Paese dove non esistono i fazzoletti ma la mattina potresti incontrare un dipendente pubblico che pulisce con lo scopino le fessure degli scalini della metro.
Il Giappone è quel Paese dove ci sono giardinieri pubblici che tolgono le erbacce a mano, chini lungo il vialetto di un parco.

Il Giappone è quel Paese dove le donne non temono le rughe ma l’abbronzatura e i punti neri.
Il Giappone è quel Paese dove le donne possono diventare maid in un cafè senza essere linciate come prostitute.

Il Giappone è quel Paese dove nella sua scatola i biscotti non sono ben sistemati, mi spiace mi dia qui che glieli metto a posto subito.
Il Giappone è quel Paese dove si va da A a B e se c’è un imprevisto beh vorrà dire che B non si può fare.

Il Giappone è quel Paese dove i fagioli sono nei dolci, il pesce nella colazione e il riso ovunque.
Il Giappone è quel Paese che non sa cosa siano le guerre “di religione”, i preti, le Fiat, le comunioni in primavera, la Nutella e il prosciutto crudo.

Il Giappone è quel Paese dove il valore della raffinatezza non è sancito dalla costituzione solo perché è già nel DNA delle persone.

Caspita di giapponesi, un po’ mi mancate.

Expo 2015: il giro del Mondo (più che del gusto) in 53 padiglioni

Partiamo da una provocazione bella e buona: io all’Expo 2015 a Milano non ci volevo proprio andare.

Perché dovrei sorbirmi l’ennesimo stand finto-buonista di McDonald’s? Perché pagare così tanto un biglietto di ingresso? mi chiedevo, nonostante Lui provasse in ogni modo a convincermi di quanto fosse un’occasione unica per il nostro Paese e di quanto potesse essere divertente passare una giornata a scoprire pezzetti di Mondo e di cucina, seppur piccoli.
La verità? Lui aveva ragione, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto turistico.

Intendiamoci, i padiglioni e gli stand pubblicitari ci sono – e continuano a non piacermi.
I prezzi sono cari – e continuano a non convincermi.
Tutto il resto però, mi ha sorpresa in positivo.
Perché non ti aspetti di conoscere coltivazioni che vengono direttamente dal Brasile, e non ti aspetti di entrare in un bosco in Austria. Ma soprattutto – questo è il mio sì più convinto – non ti aspetti di poter scambiare quattro chiacchiere con persone provenienti da Stati africani e Sudamericani lontani dalle solite rotte turistiche.
Insomma, in una giornata anche chi viaggia poco può concedersi il lusso di girare in Mondo senza bisogno dell’aereo, provando a capire, ad assaggiare e a mettere alla prova le proprie conoscenze.

Ad esempio, sapete dove è nato Skype? 😉

Consigli per la visita all’Expo 2015

  • Cercate di arrivare la mattina presto: con il caldo, le code al sole per entrare in alcuni padiglioni possono diventare davvero pesanti.
  • Non appesantitevi la borsa con bottiglie d’acqua a litri: basta una borraccia vuota, che potrete ricaricare nei punti di distribuzione (gratuiti).
  • Informatevi sugli eventi del giorno e i National Day (speciali dedicati ai singoli Paesi partecipanti): potreste trovare appuntamenti molto interessanti.
  • Dedicate tempo ai cluster sulle materie prime, meritano molto più di alcuni padiglioni nazionali

Padiglioni nazionali da non perdere, secondo me

  • Russia
  • Arabia Saudita
  • Corea
  • Marocco

L’ Expo 2015 ovviamente è anche social: su Facebook è qui e su Instagram lo trovate qui. Per le news su Twitter seguite #WonderfulExpo2015 o #Expo2015.